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Uomini 23 luglio 2011 · lettura 1 min · 1990 letture

Adolescenza

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Sono il re guerriero di un popolo mitissimo, il ragazzo che dormì cento giorni beato sognando vittorie arroganti alle Termopili. Ho schiere urlanti e incestuosi atti con la notte dedico le mie vaghe virtù alle piante! scarabocchiando con linfa (che è sangue) amori dalle ardite note, forte di un vigore arcano. Sono la furia che dimenticò il suo tempo, i suoi anni! e si protese ceco alle mura; Il tragico avvoltoio che, perduto il trono e la corona, se la prende con Dio; gettò l'ostensorio - prese la pipa del popolo Scelse, non per volontà, - ormai ben rada e sorda quest'umanità così bieca e profonda che lo stà via via uccidendo! Forse rimpianto per ciò che non Volle al suo regno.
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Alessandro Labriola
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Commenti (5)

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alessio carlini23 luglio 2011

l'esplosione del sentire in una lirica che riesce a crescere e a divenire aderente all'animo per lo stile innovativo e piacevolmente originale... molto bella

sempre incisivo e forte, un sentire che esplode in versi ben stilati e che trasmettono emozioni.

EnzoL23 luglio 2011

versi che si incidono sotto pelle... un ritmo incalzante micidiale e parole fortemente evocative... un testo da conservare... e cosi farò!

C

una notevole poesia, complimenti all'autore, apprezzatissima

Luigi Arcopinto24 luglio 2011

Una notevole lirica... Davvero molto sentita ed apprezzata, complimenti!