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Sociale 25 luglio 2011 · lettura 3 min · 2035 letture

Le cri d'une mère

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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* * * Frissons d'ivresse courent sur ta peau, quand à toute vitesse sur ta moto, tu retournes chez toi où sereine ta famille t'attend. À un carrefour, un pirate de la rue éteint pour toujours ta joie. Investi en plein, maintenant tu gises à terre... Seule une larme, à érafler ton visage un frémissement secoue ton corps. C'est la vie qui t'abandonne, lentement... Ce fou, imperturbable, a continué sa course. Les couleurs de ton visage peu à peu s'éteignent. Le film de ta vie se déroule rapide. Je l'imagine passer devant tes yeux qui, pour un instant s'entrouvrent pour jeter un dernier regard sur tes rêves qui se brisent. Encore un sourire affleure sur tes lèvres, tu salues la vie... tu râles et expires. À l'insu de la tragédie ta famille est réunie autour de la table apprétée pour le souper. Tous, joyeux t'attendent. Un cri déferle dans l'atmosphère gachant l'harmonie exquise qui y régnait. Tragique la nouvelle qui ne tarda à arriver. "Votre cher a été accidenté... courez!" Au chevet de son fils défunt une mère crie de douleur. De véhémentes insultes s'adressent vers ce lâche, cet assassin, qui ne s'est arrêté pour lui prêter secours. Il aurait pu le sauver. Il gise maintenant dans un lit d'hôpital, sans vie... Pourquoi... pourquoi? Pourquoi? Le cri d'une mère qui n'a d'autres larmes à verser et qui ne trouvera plus sa paix... jamais! . - - - - - - . Il grido di una madre . Quanta ebbrezza su quella moto. Brividi corrono sulla tua pelle. Veloce torni finalmente a casa dove serena la famiglia t'aspetta. A un incrocio, un pirata della strada spegne per sempre la tua gioia. Investito in pieno, giaci adesso in terra... Solo una lacrima a scalfirti il viso, un sussulto scuote il tuo corpo. È la vita che t'abbandona, lentamente... Quel pazzo ha continuato imperterrito la sua corsa. I colori del tuo viso si spengono un po' alla volta. Scorre veloce il film della tua vita. L'immagino anch'io attraversarti gli occhi, che si schiudono un attimo, per gettare l'ultimo sguardo sui tuoi sogni infranti. Ancora un sorriso t'affiora sulle labbra, saluti la vita... un rantolo e spiri. All'insaputa della tragedia la tua famiglia è riunita attorno alla tavola imbandita per la cena. Tutti gioiosi ti aspettano... Un grido irrompe nell'atmosfera squarciando l'armonia che vi regnava. Tragica la notizia che non tardò ad arrivare. "Un vostro caro è stato investito... correte!" Al capezzale del figliolo estinto una madre grida di dolore. Veementi insulti si rivolgono verso quel vigliacco, quell'assassino, che non si è fermato a prestargli il soccorso che avrebbe potuto salvarlo. Ora giace, in quel letto d'ospedale, senza vita... Perché... perché? Perché? Il grido di una madre che non ha altre lacrime da versare e non troverà più pace... mai! * * *
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Pirate routier...

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Jeannine Gérard
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Commenti (5)

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D
Diegonicol25 luglio 2011

L'incidente al motociclista è un classico, la casistica ne è piena. So di dover prestare la massima attenzione agli incroci, a prescindere dall'osservanza delle regole base di prudenza. Vanno in conto infatti anche la spavalderia e l'avventatezza degli altri... In questo caso un automobilista che non ha rispettato i segnali e nemmeno la vita dei suoi simili. Tragedie che nel verificarsi puntualmente fanno riflettere, come ora questa bella poesia che da brividi di sincera emozione per lo stile e l'accorata partecipazione dell'Autrice alla ferale vicenda.

Ferny Max Curzio25 luglio 2011

La descrizione scorre fluida, dall'incidente che schianta una vita al grido della madre, che non si capacita ed al capezzale del figlio vede come una Madonna il suo Cristo morto in croce... Il testo non risplende solo di nitore formale ma vibra altresì d'accenti d'umanità profonda ed intima commozione. Come non riconoscere, d'altra parte, il "brand" del talento magistrale di un'autrice sempre attiva con testimonianze della più pura e seducente poesia? Lei è anche mamma e sembra unirsi alla sventurata madre del racconto, tale l'immedesimazione suggerita dalle cronache ahimé d'ogni giorno... "Perché... perché?" l'urlo di dolore, che squarcia l'etere invocando l'intervento della Provvidenza.

Silvia De Angelis25 luglio 2011

Versi drammatici, abilmente delineati dall'autrice, in un crescendo di sensibili e particolari versi, che ne rendono accentuata la profonda lettura... Poesia molto apprezzata

MOLTO PRESO DA QUESTA IMPORTANTE POESIA... molto ma molto sentita... scritta con lodevole pregio del cuore... APPREZZATA

C
Claudio Toccafondi27 luglio 2011

Quanti sentimenti, quanta tensione anche rabbiosa, rivestiti con semplici e nitidi versi che rivelano una grande mano! Splendida e agghiacciante