Della vostra pietà
Alessandro Labriola
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Giorni assurdi e rimorsi postumi
fianco a fianco in un prato,
trascorsi nell'invincibilità del cuore (poiché altrove)
- la morte del corpo
più ostinato della sorte, rigido come fuscello
emana potenza e clemenza (stregua di tutto)
saggezza ovvia, quando scompare Incoscenza
e si rivela folle ridestar vecchie canzoni
vibrar coi rami fendenti al vuoto
Ammirare cicatrici di vecchie lotte
cocci e vetri - rinnegare
annegare in qualche orto la noia:
spesa bene ad armeggiar di sogno
e scrupolo e scandalo per la gente di sotto,
sfondo a parete dell'ego che primeggia
sulle vostre atroci mancanze.
Costruito nella forgia
fragile quanto astuto
- scolpito nello stagno, riempito d'oro
Ancora soffio e strido
talvolta piano e artificiale,
generando ironico sconforto nei presenti
che mi credevan strano a tal punto
da chiamarmi "Caro".
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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In Venere veritas28 luglio 2011
sembra la preparazione di un guerriero, appena prima della battaglia. me lo figuro come un monaco, un samurai, seduto in un bosco ad occhi chiusi che ripassa le sue armi, debolezze e forze, e sarà pronto a stupire tutti.
EnzoL28 luglio 2011
un testo forte e ben stilato, versi pregiati come sempre l'Autore ci propone... un verseggiare da vero professionista, questo testo esonda di ribellione, inutile la pietà... sconfiggere ridestandosi dal buio... come un eroe forgiato dal fuoco del dolore... bella
Michele Tropiano28 luglio 2011
Un testo carico di forza e molto particolare, decisamente orginale per come è stato stilato... C'è una cosa però che non ho capito: "rigido come fuscello" nsomma, di solito il fuscello è moscio e fragile, non certo rigido...



