Al di là di quella porta

Incubi con maschere di vetro
sfregiano lenzuola di raso,
metallica realtà macina i sogni
sull'altare di lontane memorie
Stridente calvario con lame ambigue
squarcia sorrisi e stropiccia
ore afflitte tra le dita
di partenze mai giunte a destinazione
Soffi velenosi
del tempo nemico serrano labbra,
nodi di rovente melanconia
sulle caviglie di aspre sentenze
Frasi smozzate... tela sfigurata
dentro caverne di ghiaccio, vita
tremolante sull'effigie dell'infinito
Cosa c'è al di là di quella porta?
Speranze bugiarde
giocare a carte con il destino,
orchidee pietrificate da stille di cemento
Cosa c'è al di là di quella porta?
Una sorte infausta
che ricama su vesti d'ingenuità
Oh Angeli d'amore, sentite la voce del mio cuore?
Non lasciatemi sola, nel mio silenzio
al di là di quella porta
©
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