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Ribellione 30 luglio 2011 · lettura 2 min · 2119 letture

Quel supplice, mon Dieu!

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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* * * Complice de mes nuits... l'inlassable insomnie. Jamais que je ne cesse de penser au secret douloureux qui me hante. "Je m'entête d'aimer qui n'est plus". Quel supplice, mon Dieu! Quel atroce supplice... Je virevolte et virevolte dans mon lit qui fut nid de baisers fous, de chairs frémissantes et d'ivresses... Suffoquantes à présent mes nuits, entre ces linceuls, que plus rien n'incendie. Triste est l'adieu aux plaisirs de l'amour. Impitoyable, la pendule sonne une heure du matin. Musique sombre. Puis, entre d'assez longs silences... deux heures, puis trois heures, puis quatre heures... L'aube enfin, ouvre ses portes à l'aurore. Un nouveau jour inexorablement cède le pas à une autre nuit... qui sans répit courtise mon inlassable insomnie. Qu'il est tard pour moi! Je sens que mon cœur inéluctablement s'éteint... Lui, sì embrasé par la fureur d'aimer. Ô, folle! Folle moi, qui encore m'entête à aimer qui n'est plus. Quel supplice... quel atroce supplice, mon Dieu! . - - - - - - - - - . Che supplizio, mio Dio! . Complice delle mie notti... l'instancabile insonnia. Mai che smetta di pensare al doloroso segreto che mi tormenta. "M'ostino ad amare chi non c'è più". Che supplizio, mio Dio! Che supplizio atroce... Mi giro e rigiro nel letto, che fu nido di baci folli, di carni frementi e d'ebbrezze... Soffocante adesso le mie notti, fra queste lenzuola, che più nulla infiamma. Triste è l'addio ai piaceri dell'amore. Spietato il pendolo suona l'una del mattino. Una musica tetra. Poi, ad intervalli abbastanza lunghi... le due, poi le tre, le quattro... L'alba infine, che apre le porte all'aurora. E un nuovo giorno inesorabilmente cede il passo a un'altra notte... che senza tregua corteggia la mia instancabile insonnia. E' già tardi per me! Sento che il mio cuore ineluttabilmente si spegne... Lui, così arroventato dalla furia d'amare. Oh, pazza! Pazza io, che ancora m'ostino ad amare chi non c'è più. Che supplizio... che atroce supplizio, mio Dio! * * *
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La mémoire, c'est comme un petit écrin où on y met toujours dedans des choses qui nous font le plus de mal.

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Jeannine Gérard
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Commenti (1)

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alessio carlini30 luglio 2011

brividi e strette al cuore mi arrivano nella lettura di questa delicata Lirica... molto bella