Sei scesa
Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
+ Segui
Sei scesa nel mio ruvido casale
esposto ai soli irosi dell'estate
ai venti di libeccio e di maestrale,
ed ora danzi con i soli veli
delle parole sopra i cardi d'oro,
fermandoti sull'uscio per cantare
o stai sul davanzale, muta,
sorpresa del silenzio che ti assale.
Copri la nudità con il solfeggio
e la verginità di una vestale,
avanzi voluttuosa e poi indietreggi
col tatto di chi scende in un crinale,
con grazia di un fagotto segui e reggi
l'enfasi calda da marcia nuziale.
Nella mia solitudine gli arpeggi
della tua lira mi fanno cantare,
quando tu danzi e sembri sfarfallare
sopra la rude infamia dei dileggi,
e fai tacere l'ombra di ogni male
per sogni e incanti arcani che vagheggi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Lorenzo Crocetti11 agosto 2011
Alta liricità di canto anche in questa ultima poesia del Curreli, che sembra rivolgersi alla sua donna ideale, quella dell'anima, che è scesa nel suo solitario casale e che viene descritta nella sua personalità dominante e possente mentre accompagna il poeta nella sua solitudine. Non importa s'essa sia un personaggio reale o se rappresenti la vaghezza di una Musa, quella della Poesia magari. La solitudine è totalmente riempita da quella presenza, che "costringe" il poeta a cantare sulla sua lira e a fargli dimenticare il male di vivere "per sogni e incanti arcani che vagheggi." Un autentico canto d'amore.

