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Riflessioni 11 agosto 2011 · lettura 1 min · 3040 letture

Sei scesa

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Sei scesa nel mio ruvido casale esposto ai soli irosi dell'estate ai venti di libeccio e di maestrale, ed ora danzi con i soli veli delle parole sopra i cardi d'oro, fermandoti sull'uscio per cantare o stai sul davanzale, muta, sorpresa del silenzio che ti assale. Copri la nudità con il solfeggio e la verginità di una vestale, avanzi voluttuosa e poi indietreggi col tatto di chi scende in un crinale, con grazia di un fagotto segui e reggi l'enfasi calda da marcia nuziale. Nella mia solitudine gli arpeggi della tua lira mi fanno cantare, quando tu danzi e sembri sfarfallare sopra la rude infamia dei dileggi, e fai tacere l'ombra di ogni male per sogni e incanti arcani che vagheggi.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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Lorenzo Crocetti11 agosto 2011

Alta liricità di canto anche in questa ultima poesia del Curreli, che sembra rivolgersi alla sua donna ideale, quella dell'anima, che è scesa nel suo solitario casale e che viene descritta nella sua personalità dominante e possente mentre accompagna il poeta nella sua solitudine. Non importa s'essa sia un personaggio reale o se rappresenti la vaghezza di una Musa, quella della Poesia magari. La solitudine è totalmente riempita da quella presenza, che "costringe" il poeta a cantare sulla sua lira e a fargli dimenticare il male di vivere "per sogni e incanti arcani che vagheggi." Un autentico canto d'amore.