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Vacanze 15 agosto 2011 · lettura 2 min · 2417 letture

La culla

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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"Chi berrà da questo calice sarà preso dalla smania di Venere" le prime lettere sulla coppa di Nestore - laguna di nascita e profezie dal grembo fumante dell'antro la Sibilla chiamava il fato amari presagi affrescati, ovunque le Sue offerte ci invitarono più in là dove la lecceta di Cuma ricadeva olivastra fino al mare: mormorando tra incenso e salsedine il suo triste verbo su foglie di palma al vento. Rovine sentitissime fino al bisbigliar fragile dei santuari decapitati sulla via sacra ugualmente sepolti e innalzati: venì Diana al suo palazzo con madri gonfie, soffiando vigore agli armenti, fertilità, doglie lunari - il tempio s'intromise ove lauro odoroso fu gloria di Giove maestà sul golfo poco prima dell'onda fregiato di spuma - vergini beltà statuarie cantilenando alghe ed epoche: fragili superstizioni. L'occhio del sole all'insolita fonte (per i battesimi postumi) religioni intrecciate, ormai confuse la cui fede cresciuta su così dolci rive non poteva che mutare con le stagioni, scoraggiando il pantheon divino: sovrastando ogni volta la potestà d'ognuno. Ginestre, ginepro e mirto: correte! Come le figlie di Diana sempre gravide, levatevi al plenilunio delle maree ululanti e nude tra giroli d'acanto - basalto egizio e menomate sfingi: una follia! Mangiare e bere nel trionfo di Dioniso con maschere leonine, orgiastici abbracci e pallori invitanti; cornucopia di fregi ovunque! Culti Orfici, Eleusini - accanto Iside dorata e prossima alla perfezione; bacche! e brocche: festa, uva, delirio sacrilego prostrazione vivida dei corpi e delle nostre teorie così tristi e stolidamente effimere nel volo; ci insegnasse Apollo arciere con ali di nuvola! Spogliamoci al banchetto, cantiamo animati d'arpe - sempreverdi cetre adoriamo Dei più simili scesi a grandi passi da logge cristiane - per noi per le nostre miserie! che accolgono ridendo come l'androgino Pan saltellante di trilli e cembali direzionando il flusso in fontanelle ammiccanti, rampe galanti, languori di salvezza, angoli di pace vomitate sulle assurdità che noi chiamiamo "ovvie"- pavoni taciturni, forse fantasmi: allegorie macabre di terme sventrate; Giunoniche promesse macchiate sui marmi spensero ogni dubbio: nacque la Superbia.
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Golfo di Pozzuoli: acropoli di Cuma, castello e terme di Baia - Agosto 2011

L'autore
Alessandro Labriola
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Commenti (4)

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alessio carlini15 agosto 2011

è un affresco, un rito e una raffigurazione dei momenti dell'estasi, della libertà ed anche dei pensieri e/o vogli nascoste che un tempo sembravano essere solo concesse ai Divini... ma in fondo è ciò che siamo... figli degli Dei e simili a loro... nelle smanie, nelle allegorie, nelle gioie, nell'ira, nella festa dell'anima o della carne... un'opera assolutamente apprezzatissima e che desidero conservare per le bellissime visioni e riflessioni che in me regala! Grazie all'autore!

Luigi Arcopinto16 agosto 2011

Un fantastico dipinto d'autore in versi... Apprezzatissima, complimenti!

EnzoL24 ottobre 2011

non posso che condividere il commento del Carlini, un opera 'Giunonica' ricca di colori ed amarezze terrene... splendida non aggiungo altro

S
SANTORINO Carmela26 gennaio 2013

Trascendenza infinita che corrisponde alla natura stessa dell'anima. Descritta come in uno stato di compimento. !