Avrei voluto
Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
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Avrei voluto un po' del tuo profumo,
quello che non so più come si chiami,
ma nel lentisco, a maggio, ha dei richiami,
nei cisti, nel carbone e dentro il fumo
che si levava dalla ciminiera
sui colli radi e muti a prima sera.
Perché tu sappia infine quanto t'ami
dirò che mi ricordo ogni barlume
d'aurora o di tramonto sopra il fiume,
fra macchie di corbezzolo, e nei rami
nei quali disegnavo orli perfetti
da fare all'uncinetto, e poi ricami,
sul foglio della notte, senza intagli.
Gioco d'amore, infanzia, alba pulita
che scioglie i suoi segreti di origami.
Avrei voluto raccontare i sogni
nei quali torni ad intervalli e giungi
fino alla soglia del mio corpo, lungi
dai suoni e dai silenzi che c' ho intorno.
Così mi chiami indietro, al tuo chiarore,
lucciola intermittente mai consunta,
mi vinci e non mi dà nessun timore
la sottintesa e candida "pregunta":
"fin dove arriveremo?" Del cantore
provo la rima vanitosa e smunta,
e imploro al cielo limpide canzoni
da dedicare al tempo che ti ha assunta.
Mi leghi piedi e mani, e mi sprofondi
nel tuo abisso di tenera mestizia
da dove tu risorgi e mi assecondi
nei passi del risveglio e mi delizia
di averti infine avuta, amante amata,
dai nebulosi orgasmi di memoria,
quasi che mi ritorni in quella storia
che tanto ci legò, senza domani.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Marina Pacifici16 agosto 2011
Si resta incantati dalla raffinata bellezza e dall'armonia profonda delle liriche del Poeta. Struggente malinconia nel ricordo d'un Amore giovanile. Al Maestro, chapeau!

