Habituè
Alessandro Labriola
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Avarizie d'osteria, carte furbe ingiallite
banchi di fumo e spreco di bestemmie univoche
nella miope discesa al vago generalizzare
fino al piagnisteo onnipotente - da paternale
unito ad accecanti drink, accenni di pianto:
noccioline mostruose - sguardi "cool"
che fanno le carni fredde e stantie;
boccette meravigliose, cristallizzate tentennano
nuvole frizzanti si addensano quando gli avventori discorrono
ciò che il barman ignora, mentre l'altro si è preso la briga
di ordinarne ancora: caracollare verso l'angolo
molestando un biliardino monco;
giovani ivi cresciuti, vecchi senz'altro scopo.
Triste sfilare di mogli e ragazzine annoiate:
un carnevale tedioso, Pierrot
sempre meno sarcastico
quotidianamente al banco. (e non fa più ridere)
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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alessio carlini17 agosto 2011
un quadro autentico di consuetudine ed immagini ovunque presenti... un'acuta riflessione preme alla lettura di questa lirica ... lirica che porta alle soglie di un bivio... se continuare in quello stile di vita o: diversamente Essere! molto bella e sentitissima

