Vanitas
Alessandro Labriola
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Son scomodi lo so, personaggi poveri di volontà
a vederli si direbbero morti e
forse se lo augurano ogni notte.
-
Oggi potrebbe essere chiunque, tra voi
nascosto dall'empietà che ormai aspetta (aspira)
- è un classico ed è anche
sofferenza urlata alle stazioni periferiche
che portano alla follia del Genio, chiunque!
Con tetra noncuranza per la vita,
si accostano già vecchi ai rimedi più dolci
pregando comunque una certa indulgenza;
(hanno pianto molto) i loro occhi non negano più,
scomodano la cortesia del mondo -del sole o all'alba
nel sogno intingono vino e unguenti terribili, poiché non basta più
una serata tiepida di incubi materni e soffrirne...
-
Supplicavamo fervidamente felicità inaudite,
alla dannazione infinita; se ne sentiva ancora il profumo
nostalgico.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (4)
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EnzoL19 agosto 2011
un testo che apprezzo... versi con stile che distingue l'autore e profonda osservazione dell'esterno che si riflette anche in noi stessi... la penultima strofa è quella che maggiormente mi colpisce e che racchiude in se tutto il significato del testo...
mario calzolaro19 agosto 2011
è con immagini di particolare impatto e di genuina originalità che l'autore ci trasferisce pensieri, riflessioni e forti stati d'animo.
C
Citarei Loretta Margherita19 agosto 2011
molto intensa questa poesia, complimenti all'autore, notevole
Franciscofp19 agosto 2011
Versi impregnati di intime riflessioni che colgono stati d'animo profondi della sofferenza umana. Molto apprezzata



