Ricorrente
Alessandro Labriola
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E se hai ancora i capelli inebriati d'autunno e foglie
così come ti ho sognata; passerà un'altra stagione
dovrò accecarmi e tu potrai gioirne sempre.
Se il tuo sorriso che incanta tutte le anime
su di me, come una stella cadendo
soffrisse ancora quella tenerezza
non pensare sia meno prudente,
gettarmi così: nel pallore angelico del tuo addome bianco;
ti sento, perdonerai chi è stato ferito da Amore:
streghe ed empietà della notte, dove si raduna il male
fuggiremo a mezzogiorno!
Squilleranno cori affini nei giardini superiori - e danzerai
farfalla preferita, figlia di re - rimani or ferma nella posa
nell'attimo in cui ti ho rubata
rivolgiti ancora all'ombra idiota
delle mie filosofie vaneggianti;
Tu che hai coperto col nero lutto
le grazie di ognuna, ogni volta!
Impariamo a dirci
Addio.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita30 agosto 2011
che meraviglia di poesia! complimenti la trattengo fiocco
