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Riflessioni 30 agosto 2011 · lettura 1 min · 1383 letture

Ars poetica

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Massimiliano Manocchia 45 poesie pubblicate
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Morta e insepolta nel lirico brusio l'immota carcassa, è famelico verme ogni nuovo verso che sotto i morsi ti spolpa – iene bavose accorse all'arido desco, avide d'altrui resti. Troppe le mani dei profeti sciolte dall'impeto letale per convenzione ermetico: inerzia d'altera mediocrità, diadema fonetico il loro proferire. Fu patto suicida collettivo o genocidio reciproco? Funesto, forse, l'entusiasmo. Già avverto il rigor mortis della prosperità: dell'atroce débris si dovrà ripulire il tuo corpo straziato dall'accanimento poetico, mutilarti per ridarti vita. Reo con loro, mi prostro ai tuoi piedi, il capo reclino, e attendo cantando la sfavillante ghigliottina della decadenza.
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Massimiliano Manocchia
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Commenti (2)

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Michele Tropiano5 settembre 2011

Con. cordo con il contenuto, la forma invece mi piace un po' meno, a volte prosastica, altre volte forzatamente aulica, anzi "aulicheggiante". Certo è che le espressioni sono forti e colpiscono il lettore, soprattutto all'ultimo verso, con quella "sfavillante ghigliottina della decadenza": sembra ce l'abbia sulla testa anch'io, solo che io resisto, per quanto posso, e non chino la testa né mai mi prostrerò!

malaluna5 settembre 2011

ottimo il commento che mi ha preceduta, devo dire che il contenuto mi attrae e contemporaneamente mi astrae, Poesia è molto di più per chi l'ha cucita sotto pelle senza troppo domandare. Mi piace come scrivi, piacere di averti incontrato.