Lettera a nessun destinatario
Emanuele Strada
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Conoscermi meglio
svelarmi,
duellare nelle prove,
per consumare quello che mi è stato concesso;
tempo, energie e amori,
forza e ricchezza,
illusioni e speranze.
La confusione è determinante
nei momenti decisivi;
ma il sogno mi chiama in continuazione,
ha la voce dei momenti
più sereni della mia vita,
ha la voce del bambino che ero,
quando ancora c'era un fiducioso trasporto nel futuro,
ha una voce di donna che mi protegge e mi saluta,
ha la luce di un cimitero nelle mattine primaverili
quando un Dio umano vestito da fiore si sposa con mia madre,
ha la voce del tempo passato
che insegna e accompagna,
ha la forza di tutto l'impegno che ho saputo dare
quando mi arrampicai dentro di me
per offrire il mio modo migliore
di essere uomo,
la voce dell'amore che mi è stato regalato,
voce calda d'amore che ho coltivato.
Veloci e confuse schegge del mio presente
piccole cicatrici che ho voluto;
nel tempo si sono curate l'una con l'altra,
con un balsamo di fiori e spine
hanno saputo leggere le trasparenti ferite.
Non raccogliere queste parole con la mano del giudizio,
ma dalle l'opportunità di essere,
prima che un nuovo vento le sollevi e le regali un posto
e un tempo dopo tutti i cieli
dove non saranno più.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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