Ai mediocri, ai moralisti e anche un po' a me stesso
Io amo camminar assorto,
e a poco o nulla presto il viso;
ma oggi volli farmi un torto.
Così a voi tutti volsi l'occhio.
Oh, fossi stato un po' più accorto!
Quasi alle ven mi venne un nocchio!
Tanti rasi e bei montoni
che potei scorger solo in crocchio
tutti fieri e gai dei gran cornoni!
E chi fra lor belava un verso
tutti in cor a plaudere sornioni!
E ai vicini: l'occhio avverso.
Ma gregge irsuto e fesso,
non t'avvedi che a quel per te diverso
sul capo suo di corno v'è lo stesso?
A menar dell'altro il naso tu fai presto,
ma sei buffo e un poco lesso
ché pur tu l'hai, il cornuto innesto.
Così voltai lo sguardo offeso
e per poco secco non ci resto!
Vidi un omino in volto acceso;
ei per gonfiar il proprio petto
un mare d'aria s'era preso
e sarebbe esploso ad un colpetto.
Su tutti noi puntava il dito;
o cielo, ma perché tanto dispetto?
Ha del talamo balzato troppo il rito?
E si scopre che noi tutti siam carogne
il giusto è lui, santo indispettito!
Quale onta: ci svela tutte le vergogne!
Eppure l'aria che ha ingoiato
ch'ha reso i polmoni due zampogne
da che buco trova il fiato?
D'un tratto avverto un certo olezzo,
e prima pure un gran boato
fatto certo col fecante attrezzo.
S'usa spesso per celare
del ventre il rumoroso lezzo
della voce un gran gridare.
Così,di bile infine sazio
a casa torno a riposare
e a dimenticar di voi lo strazio.
Ma ecco che mi scorgo
di sfuggita e in poco spazio:
nello specchio un poco sporgo.
Mi dareste nota lesta
amici miei dell'umil volgo
delle corna qui sulla mia testa?
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!