Che ne sapete voi?

Che ne sapete voi
della mite bestia che s'è intronata
nelle aule fredde e scosse del mio petto?
Essa vomita un fiele esiziale
che puzza di nulla e si insinua
come il fango.
Corrode i colori,
come trementina sbiadita
e soffia grigia polvere
su tutto
come lo spazzino lancia sulle strade
un nero uragano di polvere
in una fredda mattina di marzo.
Che ne sapete voi
della sinistra calma,
ovunque piatta più d'uno specchio
che riflette un volto senza nome?
Un tedio che ammorba più d'una peste,
un mare sempre piatto e senza sponde
con acque grigie e vuote
sulle quali si specchia il cielo,
più gravoso di una cotta di maglia,
senza sole e senza luna
e senza stelle.
Che ne sapete voi
d'un anelito improvviso,
uno squarcio glorioso nella tela monotona
un lampo violento,
un dono di vampa dell'Egioco signore,
inghiottito all'ultimo dalla fiera,
corroso dalla sua splenetica bile?
Un amore feroce
in trionfo ha sfilato nel foro della mia anima,
ma era un'orda mascherata da legione
e ha saccheggiato il mio cuore.
Che ne sapete voi
di noi?
Che ne sapete di una brughiera spazzata
da un vento sempre uguale?
Che ne sapete della luna e delle stelle
che più non hanno alcun lucore ai nostri occhi?
Che ne sapete del nostro naufragare senza quiete
in cerca di un lido che forse neanche esiste,
e che forse cerchiamo solo per scherzo?
Lasciateci al caos a cui ci affidaste!
Perché ora ci strappate le coperte che voi
ci avete tessuto e donato?
Perché ci rapite al nostro precettore?
Perché volete privarci dell'icore a cui ci avete viziati?
Camminiamo come voi,
ma siamo morti.
Respiriamo come voi,
ma siamo morti.
Parliamo come voi
ma siamo morti.
Amiamo come voi
e siamo morti.
Cerchiamo il caos;
cerchiamo un bacchico trionfo di carne,
senza amore e senza spirito,
cerchiamo l'oblio di venefici infusi,
cerchiamo il fremito di tutto ciò che sull'orlo dell'abisso
attende e trema.
Cerchiamo un negato soffio vitale.
Ben venga la morte,
se mi darà la vita!
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Commenti (1)
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neoteros11 settembre 2011
Un canto disperato ma lucido, attraverso versi forti e colorite espressioni che lasciano il segno. Che ne sappiamo noi? Ognuno di noi sa qualcosa, a modo proprio. E giunge alle proprie conclusioni: la tua è la morte per la vita.