Divertissement 2
Siamo comodi sulle nostre poltrone,
è pomeriggio quieto di domenica,
l'aria è chiara e col silenzio ci sfiora
un piccolo vento.
I larici oltre i vetri son calmi e tremulano
appena le fronde, scintilla a un morbido
sole il verde degli aghi che salgono più su
dello sguardo.
Silenzio, un comodo silenzio si sfuma
nel celestino orizzonte, e mi fissi, m'accosti
lo sguardo, ma m' aggetti, improvvisa per farmi
dispetto, quel verbo che mi suona indigesto:
Cremare...
come un caffè con la panna, un gelato,
un sorbetto tra una gita e una spiaggia,
tra carezze in un morbido letto.
Cremare...
il seme è ammuffito col tempo e la radice
(Kar... mia cara) era immagine, suono e senso.
Ardere (ti dico)...,abbrucciare, crepitare,
scoppiettare nel fuoco...
meglio all'aperto nel vento...
come Patroclo tra resine d'ambra,
col Pelide affumato nel volto che lacrima
odori di pino e profuma d'incenso...
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis15 settembre 2011
Grande originalità e raffinatezza, in una bella lirica, che si sofferma con cenni particolari, su parola della lingua italiana, che nel tempo, ha, in un certo senso, diversificato, il suo originario significato... Poesia apprezzatissima
