La notte della panchina ridente
Emanuele Strada
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Io veglierò questa notte
e conterò le conchiglie rotte;
tra i sospiri degli amanti
e i loro amori deludenti.
Sei scesa dalle scale,
onda infranta tra il bene e il male;
pronta a rigettar l'acqua in mare
superstite di una sfida immane.
Ricamatrice d'amore,
intrecciavi passione;
dai tuoi ferri e la lana
da innamorata artigiana.
Maglia e infradito come uniforme
per ritrovare il passo delle tue orme;
il pianto che non può più sgorgare
settembrino il vento iniziava a soffiare.
Mentre parli, ci osservo e penso
nel tuo viso nasce un sorriso immenso;
quell'Amore è ormai un soffio nel vento
c'intendiamo e il tuo volto non è più spento.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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