Rimorso
Alessandro Labriola
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è apertura,
riconosco il circolo degno
delle nudità impietose che albergano in me
aleggiare - altrettante doglie nel cielo:
inacidire il latte, parole sporche
sulle labbra di seta della damigella sul ponte
compianto vestito alla notte: zaffiri, capelli d'alabastro...
tanti appartengono a me
e li ho vissuti (ne ho smarrito il soffio)
infestati di vizi e passioni furiose;
venti arroventati, terre depravate in cui dimenticare
il nome; viaggio e abbandono
- fiorenti cicatrici in eredità
Visioni ampie e nitide
di sangue sparso al tramonto
sul tabacco flagellato dal canto immorale:
dei campanili invidiosi
rosa come le carni, beltà ibride
- facce da ritratto, smorfie
allegorie familiari: oltraggio, doglie nel cielo...
nubi e coltri di fumo
la città così lontana;
la sua brezza rovente
attraversò la Valle, l'acquedotto romano
mi raggiunse qui nel mio perpetuo autunno,
lo avvolsi tra i segreti dell'addome celato:
mi divorò dall'interno.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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C
Citarei Loretta Margherita20 settembre 2011
molto bella, intesa poesia, apprezzatissima, complimenti
