Di ritorno
Alessandro Labriola
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Distinguendoti tra le fini voglie di carta:
le sensuali apatie sconvolte in origami astratti
- appartenuti a qualche d'Una
una volta;
e scongiurato questo malessere dilagante
nel paese spento, fiumi e assilli
calan già la notte cangiante: avanzano ai suoi sipari
bande e musica lontana come richiamata
dall'ombra selvaggia e il ginepro sopporta:
con mannaie, false incoerenze;
la ragazzina coi capelli di cotone
- la margherita e il fieno verde tra ciuffi morbidi
segnarono il nostro congedo dalle danze
il labirinto balbettante; le note puntuali
così come le luci, crearono le giuste trame
per inabissarci al crepuscolo scoprendo
meraviglie terribili, navi improbabili
e tutte le qualità mirabolanti
del veleno.
Mezzogiorno segnò l'agonia disillusa
del Risveglio prematuro e oltraggioso - della solitudine
che invero sognava.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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Grazia Bianco25 settembre 2011
Una solitudine macerata tra foglie caduche... silenziose si risvegliano senza avviso e amore...

