Sans pouvoir!
Jeannine Gérard
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Dans ce splendide
espace
où les heures
sont exclues
et où les tombes
défendent la mort
de l'oubli
qui a tout à fait
effacé la vie,
l'âme toute entière
recueillie,
je suspends
mon Je
au milieu
des sépultures.
Certaines,
croulent
sous de splendides bouquets,
d'autres,
sont en proie
à des plantes folles
qui se trainent
sur le sol
et ne s'élèvent
jamais assez
pour se séparer
des cendres
qu'elles ont l'air
de caresser.
Dans cet onirique
paix...
intense
est l'émotion
en présence
de ce qui est immuable...
-
Sur la plus haute faîte
d'un cyprés
d'une élégance
particulière,
un oiseau
chante la partition
de son espèce.
Froissements
d'ailes...
Le souffle du vent
dont le son
harmonieux
répand dans l'air
des accords,
prête une voix
à la nature
et rappelle l'idée
de la vie.
Un chat noir
partage l'indolence
de ce vénérable lieu
où le temps
est sans pouvoir!
-
Comment
font les morts
à supporter
cette vie souterraine
séparée entièrement
du soleil et de la nature?
Saisie de mélancolie,
mon imagination
se propage
et distribue
ses illusions.
Je vois ton âme
resurgir
de sous la poussière
qui l'a ensevelie.
Elle est si mal à l'aise
dans ce lieu
qu'il faut qu'elle trouve
son harmonie
dans l'ensemble
de l'univers
où seule l'âme
peut s'élever.
Mon Dieu,
quelle agonie
de savoir à jamais
la passion enfuie.
Attristée,
je me laisse aller
comme une source
en pleur.
Mais pourquoi
est- ce que j'ignore
l'art
d'oublier?
Je lève les yeux
vers le ciel,
seul témoin
digne de m'écouter.
Mais
que lui demander?...
De changer ma destinée?
Il se rirait de moi.
Condamnée à la douleur
qu'il a mise en moi,
je m'abandonne
à l'idée de la mort
et à sa volupté.
L'Amour
la rappelle!
.
- - - - - - - - -
.
Senza potere!
.
In questo splendido
spazio
dove le ore
sono escluse
e dove le tombe
difendono la morte
dall'oblio
che ha cancellato
in toto la vita,
l'anima tutta intera
raccolta,
sospendo
il mio Io
in mezzo
alle sepolture.
Certe,
crollano
sotto splendidi fiori,
altre,
sono in preda
a piante dissennate
che si trascinano
sul suolo
e non si alzano
mai abbastanza
per separarsi
dalle ceneri
che hanno l'aria
di accarezzare.
In questa onirica
pace...
intensa è l'emozione
in presenza di ciò
che è immutabile...
-
Sulla più alta vetta
di un cipresso
di un'eleganza
particolare,
un uccello
canta la spartizione
della sua specie.
Fruscii
d'ali...
Il soffio del vento
il cui suono armonioso
sparge nell'aria
degli accordi,
presta una voce
alla natura
e ricorda
l'idea della vita.
Un gatto nero
condivide l'indolenza
di questo venerabile luogo
dove il tempo
è senza potere!
-
Come fanno
i morti
a sopportare
questa vita sotterranea
separata interamente
dal sole e dalla natura?
Presa dalla malinconia,
la mia immaginazione
si propaga
e sparge
le sue illusioni...
Vedo la tua anima
risorgere
da sotto la polvere
che l'ha seppellita.
È così a disagio
in questo luogo
che occorri che trovi
la sua armonia
nell'insieme
dell'universo
dove solo l'anima
può elevarsi.
Mio Dio,
che agonia
sapere per sempre
la passione andata.
Intristita,
mi lascio andare
come una sorgente
in lacrima.
Ma perché ignoro l'arte
di dimenticare?
Sollevo gli occhi
verso il cielo,
solo testimone
degno di ascoltarmi.
Ma che chiedergli?...
Di cambiare il mio destino?
Si riderebbe di me.
Condannata al dolore
che ha messo in me,
mi abbandono
all'idea della morte
e a sua voluttà.
L'Amore
la ricorda.
©
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
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C
Claudio Toccafondi28 settembre 2011
Con il tuo verseggiare dolce e sognante ti poni e poni a noi quesiti eterni, su valori insondabili; è presente un vago senso di disperazione, di rinuncia. Lirica sommamente bella per tutti i profili, molto coinvolgente.
