Nel vuoto D'ombra
Quel vuoto negli occhi. Sì, proprio quello.
Lì sei, nel non vedere.
In quel luogo immenso ovunque e mai trovato.
Fisso in quel quadro d'incertezza, pure oggi mi ritrovo
Assorto, come morto e forse qualcosa in più.
Non lo so, contengo qualcosa, come l'ombra che non grida adirata.
Così la mia anima ribolle e io proiettato nella realtà, la mimo, senza voce.
Odio, questa voce d'ombra che mi percuote senza evadere
Senza temere me, senza fuggire dal sangue denso e riverso su quei ricordi.
Così mi cerco le note adatte, in quel vuoto d'ombra
Dove i ricordi mi sono distanti, e pure il tempo e gli istanti
E allora mi pare adesso, ed ora ti ricopro di baci,
allora torna a trovarmi le labbra
quell'allora agognato, stronzo e bastardo
torna a cantarmi di gioia la pelle febbricitante
allora, allora nel vuoto mi stupisco
è allora lì, nel non vedere, nel vuoto d'occhi
che un bacio d'ombra
ti porta a me, nascosti
in quest'immenso mai trovato.
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Commenti (2)
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Annamaria Barone28 settembre 2011
Si legge d'un fiato, lascia senza fiato, quasi come ascoltare qualcuno (un pazzo un ubriaco?) che parla da solo e senti che non è un borbottar parole ma che quelle parole sono cuore riversate sul marciapiede, e ti fermi ed ascolti e vorresti chiedere, sapere, conoscere, ma non hai il coraggio e vai via chiedendoti quale storia ci sia dietro quelle parole. Bellissima
Alessandro Spirito15 aprile 2012
Grande pathos per una poesia senza respiro. Bellissima. Complimenti.

