Quello che a voce non dico
Sgorgano le parole
come una pioggia sottile,
come quello che succede,
spiragli d'anima e vento
in peregrinazione continua;
sono le ceneri di un sogno morto,
le radici di un desiderio ora sorto,
sono veleno, anestetico,
vuoto d'aria e risucchio,
l'audacia dell'arrotino
che affila lame di fuoco...
...e poi sbandano le parole
come esseri oscillanti
su ponti traballanti,
incerte come ubriachi
in preda al delirium tremens;
sotto l'abisso è voragine,
l'abbraccio ad imbuto della spirale
ma sopra il sole
è un fascio di raggi di luce,
la speranza che fa vibrare tremuli orizzonti.
Eterna altalena fra sbalzi d'umore,
eterna salita, eterna discesa,
sindrome bipolare dell'emozioni,
come mi vedo inserito in un contesto,
ciò che avverto e sento d'essere:
specchio di fiamme e benzina,
un secchio d'acqua, un'aspirina,
incendio e polvere da sparo,
nubifragio, contrapposizione,
l'unguento magico che da sollievo;
parole come fili d'inchiostro che...
...riflettono me...
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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