Mi chiami nuvola
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
Oggi ho dedicato molto tempo a leggere le poesie del sito. Di fronte a questa mi soffermo. In mezzo a tutte le erbacce del giardino del convento (dico spesso: qui, con quel che passa il convento...) alle quali contribuisco anche io, noto, insieme a pochissime altre, questa splendida poesia che si riconosce subito da chi è stata scritta, che è un autentico poeta e non uno strimpellatore da strapazzo come me (... e forse pure tanti altri). Basta leggere il primo rigo e subito Gesuino Curreli lo riconosci. Un fiore che spunta in mezzo alle erbacce, e rende anche bello, da solo, l'incolto orto del convento. In questi versi si respira la vera Poesia. E lo dico assolutamente sincero, senza retropensieri (di moda) in vista di... eventuali ricambi!
Mi pare una poesia d'una avvolgenza unica. Dedicata a una donna? Dedicata a un Ideale di Donna, secondo la tradizione poetica del Dolce Stil Novo, creatura umana ma eccelsa, senza perdere, il canto, di riferimenti più terreni e materiali, con un finale ancora più esplicito: "Dimmi chi sei e mi abbandonerò perdutamente...". L'amata da angelo si tramuta dolcemente in diavolo, tramite del piacere. Tutto è miscelato da Curreli con tale grazia e maestria da far desiderare d'essere la destinataria della poesia e questo conduce ad un'altra riflessione, sulla capacità seduttiva della parola. Più semplicemente mi inchino a simili perle di poesia, con tutta la mia ammirazione.


