Il MOSTRO
In questo corpo intriso di dolori
oggetto di inesausti e beffatori
ragionamenti
anche la mente sfinita d'attesa
di responsi già vede la sua resa
senza lottare
anela abbandonarsi al suo riposo
pur conscia che non altro quell'astioso
conquistatore
che del suo io ha preso ormai possesso
brama per scatenarsi come ossesso
senza più freno
di raziocinio alcuno. Quale mai
futuro si avvicina, quali guai
inaspettati
la sorte ha architettato ad acuire
quel pensiero che nulla fa svanire:
"cupio dissolvi";
eppure questo è ancora un segno certo
che vive l'ideazione nel deserto
di questa vita
vegetativa cui si resta avvinti
anche se in tutto tirannia ci ha vinti.
Ma cosa allora
è desio degli dei: che si abbandoni
per atto disperato uno dei doni
che madre e padre
ci hanno dato, la vita, a caro prezzo
o attendere che il MOSTRO, con disprezzo
indicibile
ci tolga la ragione e ci avveleni
lo spirito che ci fa tuttora pieni
di vita, grama
sì, ma di quella vita che ci pone
nel mondo altrui ancor quali persone?
Non ho risposte,
ma solo sogni ed incubi aberranti
e poi risvegli agitati e tremanti.
Chissà domani...
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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Silvia De Angelis7 ottobre 2011
Si sofferma l'autore, con abile descrizione poetica, su una malattia ormai diffusissima, che difficilmente si debella e lentamente, in forme inaspettate, logora il corso di vita... Versi apprezzati
