Metafora
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
+ Segui

Fringuello, usignolo benevolo, gioioso
variopinte le tue ali spiegano tele invisibili
- lusso di piume e melodie
scordati dei clacson, le rugginose cavità - tu
caro ai più deboli e forte d'un battito
spiegato al cielo che ti è sempre favorevole;
e fringuello... quanto concedi e quanto illumini!
Dove cali è speranza e chi t'ascolta
- orfani e ubriachi ormai
traggono dalle tue note nostalgie irreparabili
sfociando in pianti e commozione ibrida:
l'assurdo calore della tua visita grava ancora
sui mattini obliqui di quei nostalgici.
La tua figura ormai rara sulle paratie untuose
stolidamente simile alla libertà:
salva e può salvare!
Pietà sembra, e tanta ne concedi gratuita:
a lungo abbiamo atteso siglare un voto quaggiù;
purezza di gioia, lussuria naturale:
renda un po' più teneri i cuori e veloci i passi,
che i tuoi artigli fasulli stringono verbi
d'ogni Dio e d'ogni luce... ah chi ti ha visto esultare! Lo sa
e lo ricorda alla stregua dei caduti più fieri
dei compagni più nobili ormai perduti:
sei ombra di perdono univoco per chi ti ignora;
ma è incoscienza frivola - la tua
fringuello, usignolo accecato dal tuo bene, crogiolato
non capirai nulla e fuggirai alle prime tormente.
Volteggerai altrove nel sole del sud, dai tronchetti
le more e margherite; quando geleranno sparirai
nella tua costanza spinosa - migrando per troppi mesi ad est
tralasciando orde barcollanti
(che siamo ancora noi)
Orfani ed ubriachi...
resta per sempre a conforto dei nostri sensi volubili o
svestiti finalmente della maschera codarda
e variopinta:
di chi infine evaderà comunque
cantilenando solitudine ai suoi figli.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
In Venere veritas11 ottobre 2011
ci sono due refusi: incoscenza e commozzione... a parte questo, è così dolcemente nostalgica... come se fosse l'autore stesso questo usignolo, incarnazione d'uno spirito che si sente intrappolato in epoche sbagliate e quel distico centrale sulla libertà, come un bene perduto, è molto significativo... nelle fiabe gli uccelli indicano la nostra coscienza (: P) , ciò che ci resta dei padri e seguiamo come il più importante dei moniti. e qui, direi che il tuo uccellino, canta libertà.
EnzoL11 ottobre 2011
mi a s s o c i o a Venere qui sotto... un testo che metaforizza il proprio essere ... forme alate e leggere per sottolineare la leggerezza desiderata (forse) gran verseggiare come sempre questo Autore colpisce con un tono altisonante ed elegante... onorato!


