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Riflessioni 11 ottobre 2011 · lettura 2 min · 1809 letture

Metafora

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Fringuello, usignolo benevolo, gioioso variopinte le tue ali spiegano tele invisibili - lusso di piume e melodie scordati dei clacson, le rugginose cavità - tu caro ai più deboli e forte d'un battito spiegato al cielo che ti è sempre favorevole; e fringuello... quanto concedi e quanto illumini! Dove cali è speranza e chi t'ascolta - orfani e ubriachi ormai traggono dalle tue note nostalgie irreparabili sfociando in pianti e commozione ibrida: l'assurdo calore della tua visita grava ancora sui mattini obliqui di quei nostalgici. La tua figura ormai rara sulle paratie untuose stolidamente simile alla libertà: salva e può salvare! Pietà sembra, e tanta ne concedi gratuita: a lungo abbiamo atteso siglare un voto quaggiù; purezza di gioia, lussuria naturale: renda un po' più teneri i cuori e veloci i passi, che i tuoi artigli fasulli stringono verbi d'ogni Dio e d'ogni luce... ah chi ti ha visto esultare! Lo sa e lo ricorda alla stregua dei caduti più fieri dei compagni più nobili ormai perduti: sei ombra di perdono univoco per chi ti ignora; ma è incoscienza frivola - la tua fringuello, usignolo accecato dal tuo bene, crogiolato non capirai nulla e fuggirai alle prime tormente. Volteggerai altrove nel sole del sud, dai tronchetti le more e margherite; quando geleranno sparirai nella tua costanza spinosa - migrando per troppi mesi ad est tralasciando orde barcollanti (che siamo ancora noi) Orfani ed ubriachi... resta per sempre a conforto dei nostri sensi volubili o svestiti finalmente della maschera codarda e variopinta: di chi infine evaderà comunque cantilenando solitudine ai suoi figli.
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Alessandro Labriola
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Commenti (2)

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In Venere veritas11 ottobre 2011

ci sono due refusi: incoscenza e commozzione... a parte questo, è così dolcemente nostalgica... come se fosse l'autore stesso questo usignolo, incarnazione d'uno spirito che si sente intrappolato in epoche sbagliate e quel distico centrale sulla libertà, come un bene perduto, è molto significativo... nelle fiabe gli uccelli indicano la nostra coscienza (: P) , ciò che ci resta dei padri e seguiamo come il più importante dei moniti. e qui, direi che il tuo uccellino, canta libertà.

EnzoL11 ottobre 2011

mi a s s o c i o a Venere qui sotto... un testo che metaforizza il proprio essere ... forme alate e leggere per sottolineare la leggerezza desiderata (forse) gran verseggiare come sempre questo Autore colpisce con un tono altisonante ed elegante... onorato!