Gattona
Gattona mia tu scivoli
ancora flessuosa
ancora svelta e rapida
a dispetto del tempo
che vigila con Atropo
sui ritmi dei mortali
e veloce t'insinui
dove scegli il tuo posto;
tra i miei pensieri ed anche
nei sogni miei ti poni
presenza sempre amata
ma ognora distaccata,
presa dal tuo vagare,
quasi volessi esprimere
d'indipendenza il senso;
eppure quando è tempo
guai se ti manca il cibo
guai se ogni tuo bisogno
non viene corrisposto
perché se così fosse
denti ed unghioli e ringhi
esibisci assai pronta.
Chi sei gattona mia,
un drago o un basilisco
o sei compagna al vuoto,
a quel che non capisco
di un mondo ormai lontano
indifferente e tristo?
O mio nemico e padre
del mio nemico io sono
il gatto che va solo
e si ferma soltanto
finché gli piace questo strano ruolo.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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