Ravissante la douceur
Jeannine Gérard
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+ Segui

En dépit du ciel chargé de chagrin
et du vent ivre de jeunesse,
me voici ce matin
lambiner dans l'aube
dense et fraîche.
Les feuilles se détachent
du sommet des grands arbres
pour tournoyer dans l'air
et mourir... lentement.
Quelques- unes essaient un vol
de pauvre oiseau blessé.
D'autres fuient d'alizé
qui les poursuit comme un furieux.
Plus de fleurettes
sur les bords des allées
à me câliner de leur douceur.
Glorieux,
un chêne étend ses racines.
Ses superbes rameaux
couvrent de leurs feuillages épais
le soleil levant qui s'éclaircit
en de vagues rougeurs.
Il faut le voir cet arbre
en cette arrière- saison
quand ses feuilles
prennent de belles teintes
d'un pourpre embrasé
et quand ses branches pendillent
chargées de fruits rugueux
et basanés.
Les faînes s'en échappent
à deux à deux
et jonchent le sol
de leurs graines bistrées.
Le chant le plus pur d'un oiseau
s'unit aux odeurs les plus suaves.
Ravissante et inexplicable
la douceur que je ressens.
Le jour culmine à présent!
Des marrons grillent et craquent
sur un feu d'occurrence.
À travers la fente de la coque
on y voit la chair blanche.
Un ambulant les retourne
et les roule
et crie...
"chauds,
chauds les marrons".
Ah, l'automne,
avec ses longs soupirs.
ses sentiers détrempés,
ses feuilles passionnelles.
J'aime ses couleurs divines
et m'en abreuve jusqu'à la lie.
Le soleil déclinant,
je me retire d'un bon pas
maintenant
fort attristée
pour ne pouvoir partager
ce charme attendrissant.
.
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.
Incantevole la dolcezza
.
A dispetto del cielo carico di tristezza
e del vento ebbro di gioventù,
eccomi stamattina
gingillarmi nell'alba
densa e fresca.
Le foglie si staccano
dalla cima dei grandi alberi
per roteare nell'aria
e morire... lentamente.
Alcune provano un volo
di povero uccello ferito.
Altre fuggono d'alizé
che li insegue come un pazzo furioso.
Niente più fiorellini sui bordi dei viali
a coccolarmi della loro dolcezza.
Glorioso,
una quercia stende le sue radici.
I suoi splendidi rami
coprono dai loro folti fogliami
il sol levante che si schiarisce
in trasognati rossori.
Bisogna vederlo quest'albero
in questa stagione
quando le sue foglie
prendono delle belle tinte
d'un fulvo infocato
e quando i suoi rami penzolano
carichi di frutti rugosi
ed adombrati.
I suoi fagioli se ne fuggono
a due a due
e cospargono il suolo
dei loro semi bruni.
Il canto più puro di un uccello
si fonde agli odori più soavi.
Incantevole ed inspiegabile
è la dolcezza che provo.
Il giorno culmina ora,
castagne arrostiscono e crepitano
su un fuoco d'occorrenza.
Attraverso la fessura del guscio
si vede la carne bianca.
Un ambulante li volta
e li rivolta
e grida...
"calde,
calde le castagne."
Ah, l'autunno,
coi suoi lunghi sospiri,
i suoi sentieri inzuppati,
le sue foglie appassionate.
Amo i suoi colori divini
e me ne abbevero fino a saziarmi.
Il sole declina.
Mi ritiro di buon passo
adesso
ma forte rattristata
per non poter condividere
questo charme commovente.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (3)
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Splendido Leotta Michele17 ottobre 2011
UNA espressione poetica sulla natura ...veramente superlativa... ed il cuore e l'anima colgono l'affettuosità in essa che del canto fascinoso imprime il poetico nella soave penetrazione della vita...è BELLISSIMA
T
Thomas Rivolta17 ottobre 2011
E' un poster incantevole... mi piace come descrivi la quercia, albero della vita. Hai dipinto un quadro... Merci.
Rosanna Peruzzi20 settembre 2016
Immaggini suggestive, meravigliosa descrizione di un paesaggio che accarezza il cuore e addolcisce l'anima


