Desideria
Alessandro Labriola
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Dirigiti svelta al fiume la cui foce è cara alle fragole
- e alle carogne
ai tuoi piedi di bimba graziati dal tempo,
alle palazzine squallide, barbe furbe
cappotti senza vita della città furente;
spariscano!
Scava solchi nella carne e nel silenzio
cospargimi di nettare e saliva limpida- lacrime donami
corpo, spalle: gambe da baciare
fragilità affini da curare e mitigare assieme
non ci sarà riso
nè viole...
Destini simili per comprenderci
vitalità triviale per avvolgerci:
un viso che ti sia degno
pace fluente, lontana allo scempio malato
guardami te ne prego e
toccami!
Sarò chi vorrai, mi aprirò a te
salverai ciò che rimane
- incitati da un coro semplice ma splendido
questa festa inizierà col dolore,
del sudore sazierà fiori proibiti e scuri
- soffriremo anche
e sarà amore.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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mario calzolaro20 ottobre 2011
sempre di grande spessore le liriche di questo valente autore che molto apprezzo e stimo.

