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Introspezione 21 ottobre 2011 · lettura 2 min · 2366 letture

Spleen 2

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Ho accettato l'offesa e la condanna: sospingono centrali sobrie pavesate d'aste, ginestre gelide fanno da bandiere e segnali al neon: sui battenti inospitali si ricrea la nostalgia scevra dei pomeriggi assurdi e delle novità brevi che sta a noi creare e tender a fatica verso il colle piegati in dolorosa attesa - per il diluvio o una tempesta di diamante: ci salvi dagli sguardi vacui e dalle certezze rugose! Per cui avvelenai questi campi e la piazza d'ametista infondo al bivio; dove spose bambine offrivano estasi private affiorando dai vapori nei canali fumè, vaporizzando orli e pizzi, organze innaturali voluttà sobrie; la logica erotica stravolta rivolta al cielo! - e tutte le movenze disordinate dei cortei scomodi e pigri... spettacoli dimenticati, danze ridicole di claudicanti felicità al rosmarino sensi a cui richiedono sforzi per attingere gioia, vigore caritatevole per poco; poi finirà. Non ricorderemo - i nostri Elisir sanno fare di meglio Non rimpiangerò (ho promesso) un bene così modesto: darà solamente frutti d'oblio, sollazzo per sensi avvezzi; eppure salmodiavo promesse (poco oneste). Restituito alle lacrime roventi dei pargoli, ai ritardi -commoventi paure e malinconie dimenticate per anni, soffiate quella sera così naturalmente. M'addormentai tra braccia di rovi e roghi spettrali - alla nuova madre severa porsi la "Sinistra" vile, nuda come la prima neve: l'offesa e la condanna fiorirono orgoglio e vittorie di fiele.
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Alessandro Labriola
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Commenti (2)

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EnzoL21 ottobre 2011

ci leggo profondo disincanto... quel disincanto che diventa cosi forte che lo si annebbia per non essere distrutto... ci leggo profonda accettazione ad un male necessario... come fosse l'ultimo spiraglio di sopravvivenza... 'non ricorderemo - i nostri elisir sanno fare meglio' è un verso che ben comprendo ... alla fine nell'oblio a volte si trova l'attimo di pace dai demoni che ci sbranano le meningi giorno dopo giorno... la sento come un arresa all'evidenza dei fatti... un arresa dolce... pacifica ... un arresa a se stessi... il Labriola mi colpisce sempre profondamente per il suo modo intenso, teatrale di scrivere... in ogni sua composizione ci trovo miriadi di colori sapori... epifanie di emozioni... un anima che lotta con se stessa ...

In Venere veritas22 ottobre 2011

sei davvero bravo, perché non ti proponi? fondi classicismo e novità in modo splendido, con una delicatezza e un lirismo invidiabili...