Un tesoro
Sa di terre lontane questo sole che sorge svogliato.
Lunga l'assenza, si scusa e si leva.
Disegna ombre che catturano conche,
rischiara i visi di donne a ritrarsi
con le frange dei ricordi sugli scialli.
Custodisce un tesoro- tienilo stretto-
da non dare a nessuno, di femmine aride,
povere dietro le vele a nascondere
i marosi del cuore, le tempeste di corpi abbruciati.
Nessuno si accorge che è ottusa la cruna dell'ago,
sforza il filo che serra i conti del cuore,
si assottiglia, forse, le ricordanze infauste a sforzare.
Ora il sole raggia d’oro le preghiere levate,
aprono braccia di legno le femmine cupe,
scorgono sulla schiena del monte i muti fantasmi.
Ora il sole si attarda e scolora le attese,
rosse le gonne sventolano in un cielo di sughero.
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Commenti (1)
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K
Kegyelem1 novembre 2011
"Ora il sole si attarda e scolora le attese..." anche quando le attese sono disattese, se credi in quello che fai ed alla persone che hai intorno, è bene continuare a custodire il tesoro, "tienilo stretto"...