La vita come il mare
Sempre lì ad annegare,
uno scoglio tace e salva.
Le braccia gridano
che l’orizzonte si schiuda,
per destino la bocca spreca
attimi voluttuosi d’euforia.
Mi disegnavo di sabbia e alghe,
una bava di marea e luce
che fosse vincolo e grato dolore,
spiegavo al vento le vele del corpo
che insensibile arretrava.
Uno scoglio tiranneggia la vita.
Lì ad annegare, vivo e rido ancora.
Egoista che sappia bere e non dormire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!