Dèjà vu
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
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Chi spegne le luci sulla tua fronte?
Chi se ne va' per le strade paventando i chiarori
della tua corona nera oh sera?
Forse gli alati figli della mezzanotte
i fuochisti dello stagno (le rane)
il folklore?
Le lucciole arse dei quartieri poveri,
forse più in là dove giace il corbezzolo e la crisalide:
tutte quelle bacche divenute musica profetica
e incendio per cuori defraudati e miti.
Vigore, incredulità febbrile
fino al mielato cordoglio capovolto in cielo;
le marmoree balaustre smuovono ogni linea
e fanno roteare follemente l'argilla e la torre
- l'indigesta quiete nei campi di battaglia
Detengono il romanticismo primitivo dei quadri bozzati,
fanno sperare in capolavori l'indomani:
incredulità cedue affiorano sbavando dal Po
scorrono l'argine senza sonno,
niente di così bizzarro infondo...
ma grondaie mistiche solleticano
gravide nivee selvagge, giacigli di crine e madreperla
fetore dei campi, ignoranza dei cicli
Meraviglie di veglia, anni teneri!
Mi arrendevo con fervore innocente
ai Vostri segreti piumati.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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EnzoL23 ottobre 2011
e cosa dire quando leggo simili testi... una bravura eccezionale questo Giovanissimo Autore... grande nel suo scrivere, nel cucire simili visioni... che mi avvolgono alla lettura... che ricreano paesaggi sensazione ... evocative e geniali le metafore dei suoi scritti sembrano visioni... colorate di sogno... uno spettacolo! un grande grande talento
mario calzolaro23 ottobre 2011
un autore veramente notevole. L'ho apprezzato dal primo momento... non sbagliavo: seguirlo nella sua costante crescita è un piacere per lo spirito


