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Riflessioni 24 ottobre 2011 · lettura 1 min · 4748 letture

Vendesi

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filiberto 205 poesie pubblicate
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** Sul balconcino del piano rialzato Il cartello " VENDESI " sovrasta ancora affisso alla ringhiera per non averlo a vista passo dall'entrata secondaria Addio mia cara dimora un trasferimento ancora ancora uno e questa volta ha sapore di fiele Ti curavo e crescevi esattamente come avevo immaginato immersa tra gli ulivi secolari e fichi d'india porta accogliente il roseto a guardia leoni e melograni Solo nell'angolo lontano il pozzo e le palme forse retaggio di berbero sentire remoto presagio d'atavica progenie che riprende la strada.
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Chi nella vita ha affrontato tanti trasferimenti si sente un po' nomade e prepararsi per l'ennesima volta ridesta ansie remote21 dicembre 2012
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L'autore
filiberto

Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,

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Commenti (9)

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Giulia Gabbia24 ottobre 2011

Un'opera ricca di sentimento vissuto e di malinconia... ottima

Rossi Alessio24 ottobre 2011

Poesia molto triste e amara, una casa in cui si erano lasciate emozioni e anni di vita provoca sensazioni di malinconia e dolore quando si vende. Apprezzata e piaciuta

EnzoL24 ottobre 2011

un opera che forte risuona di amaro addio... comprendo benissimo i sentimenti del Poeta... il testo è perfetto nel suo dire e ben riporta la tristezza al cuore del lettore... veramente abile il tuo scrivere!

Silvia De Angelis24 ottobre 2011

Sempre ci si affeziona a luoghi cari, ai quali abbiamo dedicato una particolare cura e doversene privare è come inaridire una parte della nostra anima... Poesia piaciutissima

C

è doloroso lasciare la propria casa, custode della nostra intimità per tanti anni, molto bella e toccante, fiocco complimenti

Garbofania25 ottobre 2011

Come sempre l'Autore con semplicità riesce a scuotere e colpire descrivendo il quotidiano, situazioni comuni, per questo importanti. Trovo che cambiare, lasciarsi dietro qulacosa, abbandonare sia l'aspetto più terribile e insieme affascinante della Vita. Il cambiamento è necessario ma l'uomo si attacca alle cose, alle situazioni e difficilmente si adatta. Cambiare e abbandonare la propria dimora è come salutare qualcuno alla stazione. Gli dici "arrivederci" con la morte nel cuore, perché sai che ciò difficilmente succederà.Morrà per sempre una parte di noi, un pezzo della nostra strada, un tassello della nostra Anima. Sento forte il disagio del Distacco.

Il ricordo di ciò che è appartenuto lascia un po' di amarezza, il momento del distacco dalla vecchia dimora diventa quasi doloroso è come se si perdesse una parte di sè. Poesia molto bella e tanto apprezzata.

malaluna28 ottobre 2011

c'è una casa grande che accoglie affastellati ricordi e pensieri, è quella della memoria dove rivivranno sempre maturi fichi d'india e melograni, avvolti nel cellophane imperturbabile della malinconia

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giulia angela15 gennaio 2013

la leggo e rileggo. I due leoni immagino di marmo o gesso. Tenera e allo stesso tempo malinconica.