Superior stabat lupus
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No, nun penzate male, nun è Fedro:
a scrive ste parole invece è stato
doppo du passi avanti e quattro 'ndietro
un competente, onesto magistrato.
Er lupacchiotto era abbituato
e raccontava quello che je pare
che senza avecce l'animo turbato
je dava sempre credito er compare.
Era l'agnello stronzo e criminale
che da de sotto l'acqua 'ntorbitava,
era l'agnello a core 'n tribbunale
quann'er cane da guardia j'abbaiava.
Er lupo co 'n candore virginale
poro cocco piagneva e s'atteggiava
a vittima se sa sacrificale
ma er sangue dalli denti je colava.
Però volenno fa troppo l'agnello
la testa prima spiccia e disadorna
diventa ricca e sopra a quer cervello
com'ar montone spuntano le corna.
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (3)
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Silvia De Angelis28 ottobre 2011
Sempre un magnifico vernacolo contraddistingue i versi di questo autore, creativo e vivace nel soffermarsi su fiabe veraci... Poesia piaciutissima
C
Citarei Loretta Margherita28 ottobre 2011
notevole poesia in vernacolo, sagace e ironica, complimenti lirica apprezzatissima
EnzoL29 ottobre 2011
la trovo spiritosa decantata in vernacolo, splendida opera ben ritmata ... poi in dialetto rendono il tutto più musicale...

