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Amore 29 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3667 letture

Stigma

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Limitrofi archi trafitti e mille piaghe attorno - sbuffano facendo avvampare la parata, dapprima con amari filamenti di nuvola, carezze di lana ricordi di cipria cristallizzata in omaggio; Poi setosa arrivò - allungando il passo immane l'ombra svelata: dai capelli violetti e ottundenti "armoniche" tutto attorno. Angeli e ribellioni avvamparono il veleno, suonaron per la valle i vespri solenni: giocosi rampolli fuggivano ovunque scostando ad uno ad uno i veli delle vergini quelle zuffe furibonde nell'agata commossero i cieli; fu donata ad ogni fiore una più dolce spina, per ogni aculeo carni bianche da affondare - si spacciaron per doni le Tue ferite Altri come me mostravano il palmo, i segni immorali di chi aveva amato - rimaneva ancora il tempo (cuore sbavante) di chiederne altro: Dolore! Passione! Artigli! Tu che al pudore dai gloria nuova, alla nudità eleganza preziosa.
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Alessandro Labriola
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Commenti (2)

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Stefano Drakul Canepa29 ottobre 2011

un vocabolario molto ricco, che crea suggestioni e tempeste. Piaciuta molto!

EnzoL29 ottobre 2011

e per quelli che rimangono con le mani piagate che si scrive... ottima, stesura e versi meravigliosi come sempre