Il mio orizzonte
Gesuino Curreli
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Il mio orizzonte e lì, non si discosta
dagli ultimi respiri e dai lamenti,
dallo sconcerto crudo nei momenti
delle domande senza una risposta,
dall’impotenza a poter dire “ basta!”,
atterrito dal peso degli eventi,
mentre la sorte vince e ci sovrasta.
Oltre non vado, vinto dal dolore,
al senso delle pagine di un diario
scritto fino all’ingresso di un calvario
che hai varcato con tacito timore.
Il mio orizzonte è lì, sulla poltrona,
su quella sedia zeppa di cuscini,
sapendo che oramai i nostri destini
erano al punto in cui ci si abbandona.
Il mio orizzonte è li, non ho parole,
e non ricordo cosa mi abbia detto
quando il tuo polso tacque e su quel letto
abbassasti le palpebre a un bel sole.
Un bacio ancora sulla bocca stanca,
e il pianto di tua madre era preghiera
al cui cospetto ogni parola arranca
che voglia dire il senso della sera.
Ho zittito il mio strazio fino a quando
ti ho visto ricomposta e a mani giunte,
poi, genuflesso in cuore, più compunte
ho indirizzato preci balbettando,
verso l’eternità senza frontiere,
perché ti avesse come raccomando.
E al dolore materno un miserere
ho chiesto d’intonare a capo chino,
come imploravi tu il Verbo divino
quando imponevi a tutti di tacere,
raccolta nel preludio della fine,
pensando al dopo che non ha confine.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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