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Morte 4 novembre 2011 · lettura 1 min · 1464 letture

Testamenti pigri

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Io non finirò come voi tra gelsomini e candele affrante, in letti comodi e ultimi accerchiato dagli affetti. Io sarò una notizia macabra ai bordi di qualche strada, inaspettata e perfettamente prevedibile... - Ignorata anzitempo negli abissi di qualche pozza stagnante a due passi dalla spiaggia (Brezza! Redenzione!) vicino e mai Giunto.
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Alessandro Labriola
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Commenti (4)

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Michele Tropiano4 novembre 2011

Si la poesia è attuale e agghiacciante nel suo messaggio, nel complesso una buona composizione, ma quel "inaspettata e perfettamente prevedibile..." lo vedo un verso troppo pesante, nel senso della lunghezza delle parole, anche perché un po tutti gli aggettivi in -mente andrebbero, in poesia, usati con cautela: insomma più che un verso, un rigo dà prosa, dà saggio breve. L'ossimoro invece MI piace come concetto, ricalca bene un genere di morte che oggigiorno inaspettatamente possiamo prevedere!

Federico Montanari4 novembre 2011

Credo che più che mai abbiamo bisogno di contenuti... e di privilegiare le potenzialità della poesia che più possono potenziare il nostro esistere... Quindi non mi lancio in critiche grammaticali o riguardanti la lunghezza del verso... poi penso a certi versi di Whitman... Penso che abbiam bisogno di poeti capaci di darci magia e piacere nella nostra sensibilità...poi penso a nomi come Lorca, Gibran, Tagore... Nel complesso ho apprezzato questa poesia...

EnzoL5 novembre 2011

non voglio fare polemica ma anche io esprimo il mio giudizio, non capisco come si possa pensare di poter delineare perfettamente un pensiero poetico... come si può limare facendo attenzione che -mente o aggettivi vari ed eventuali non finiscano sullo scritto... come preso dall'impeto della poesia si può fermare ciò che si scrive... e poi. leggere rileggere per limare snatura quello che è ilo conetto stesso di poesia nel senso più ampio del termine... trovo inoltre che per dare delle critiche costruttive bisognerebbe conoscere a fondo un poeta... avere un escursus sullo stile praticato per poi magari suggerire... anche se secondo me influenzare iun poeta è una bestemmia... detto questo ripeto ... la mia non è polemica. il testo a me piace

In Venere veritas5 novembre 2011

io trovo che quel verso impastoiato doni al lettore il momento di fermarsi. una specie di pausa ritmica.