"Vucciria" quel Génie
Jeannine Gérard
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~ * ~
Il m'aurait plu
être l'auteur du tableau
de Guttuso...
«la Vucciria»
quel Génie.
Un vrai chef- d’œuvre.
Une sorte de ravissement
me projette au beau milieu
de ce marché
qui rit joyeux,
brillant et multicolore.
Stupeur de vie ordinaire.
Sur les étalages,
on découvre une variété
du décorum exotique
et sa digne attraction.
Au milieu des tréteaux
une foule se bouscule,
s'attarde,
va, vient, revient
se fatigue et fuit
aux appels trop pressants
des commerçants.
Une jeune femme
toute de blanc habillée
se fraie avec peine un chemin
étreignant dans sa main
le sac de la dépense.
Son regard se perd
dans les yeux d’un jeune homme
qui vient à sa rencontre.
Il me joint l'écho
du dialecte sicilien
au milieu d'insolentes
clameurs.
Au dessus de ce flot
qui glisse lentement,
une odeur de mort et de sang
provient du bœuf écartelé
pendu à un crampon
et des poissons d'argent clair
qui, bouche grande- ouverte,
semblent quêter un peu d’eau
pour pouvoir respirer de nouveau.
À chaque étal,
entre les couleurs bigarrées,
des ménagères soupèsent
les fruits les plus beaux
et la verdure la plus fraîche.
Un pêle- mêle de vie
et de passion débordantes
m’étourdissent et me rapportent
à la réalité.
Le silence maintenant
m'auréole et me détend.
J'ai fait mes courses aussi
dans ce marché peinturé
à la magie envoûtante.
.
- - - - - - - - -
.
"Vucciria" che Genio
.
Mi sarebbe piaciuto
essere l'autore del quadro
di Guttuso
"la Vucciria”
che Genio.
Un vero capolavoro.
Una sorte di rapimento
mi proietta nel bel mezzo
di quel mercato
che ride gioioso,
brillante e multicolore.
Stupore di vita ordinaria.
Sui scafali
si scopre la varietà
del decoro esotico
e la sua benemerita
attrazione.
In mezzo alle bancarelle
la folla si strattona,
s'attarda,
va, viene, ritorna, si affatica
e fugge alle chiamate
troppo pressanti
dei commercianti.
Una giovane donna
tutta di bianco vestita
s'incammina lentamente
stringendo nella mano
la borsa della spesa.
Il suo sguardo si perde
negli occhi di un giovane uomo
che le viene incontro.
Mi giunge l'eco
del dialetto siciliano
in mezza agli insolenti
clamori.
Al di sopra di questo flusso
che scivola lentamente...
un'odor di morte e di sangue
proviene dal bue squarciato
appeso ad un uncino
e dai pesci argentati
che bocca spalancata,
sembrano mendicare
un po’ d'acqua
per poter respirare di nuovo.
Ad ogni bancarella
tra i colori variegati,
massaie soppesano
la frutta più bella
e la verdura più fresca.
Confusione di vita
e passione traboccante
quasi mi stordiscono
e mi riportano alla realtà.
Il silenzio adesso
mi aureola e mi distende.
Ho fatto spesa anch’io
in questo mercato variopinto
dalla magia ammaliante.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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Anna Maria Obadon5 novembre 2011
La sicilia è per me come una donna bellissima che affascina chiunque la veda. Ricca di contraddizioni e di chiaroscuri emerge in tutto il suo fascino in questo splendido dipinto di cui tu, pittrice sensibile, hai saputo trarre tutto il messaggio nascosto. Molto ben scritta questa tua poesia.
Pino Penny5 novembre 2011
un omaggio al padre del nuovo realismo o realismo magico, molto espressionista, ancora legato al novecento ed a una bellezza oggi purtroppo disconosciuta


