254 lettori online · 359.415 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 6 novembre 2011 · lettura 3 min · 2088 letture

Ah! si je pouvais

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
+ Segui
~ * ~ Il n'est plus lumineux le chemin que j’ avais en songe. Oh! que je suis malheureuse, le rêve s’est broyé. "Qu’est mon Amour devenu alors que je l'avais de si près tenu?" Novembre me l’a pris quand encore de jouvence j’avais la contenance et nul autre mois à venir, jamais me l’a rendu. Oh, mon Dieu, ardent de Mystère, « pourquoi vivons- nous si peu? » Il n'est point resté au fond du calice une goutte de miel que je puisse épuiser pour adoucir la saveur du fiel qui depuis m'envenime. Savez- vous comme moi ce que c'est que souffrir quand les souvenirs et les désirs se soulèvent et assiègent? Ils éveillent en nous… - des inquiétudes convulsives, des tourments nerveux, des propensions étranges. Accélèrent le flux du sang, troublent la paix de l’âme, dérangent le sommeil. - Non! Celui qui n’a pas souffert que sait- il? Ah! si je pouvais aller loin de ce lieu qui m’afflige. Loin de cette aube qui revient, vague et sans espoir. Loin de ce pâle soleil qui décline au lointain. Ah! si je pouvais gravir les nuages et m’élancer dans une autre vie… Oh! ce conflit intérieur qui toujours me déchire et vient dominer mon esprit. Ah! si je pouvais trouver dans la pensée un asile contre les tourments du cœur pour que je puisse enfin reposer en paix. . - - - - - - - . Ah! se potessi . Non è più luminoso il cammino che avevo in sogno. Oh! come sono infelice! Il sogno s’è infranto. "Cos'è il mio amore diventato, allor che lo avevo così vicino tenuto?". Novembre me lo ha preso quando ancora di gioventù avevo la movenza e nessun altro mese a venire me lo ha mai restituito. Oh, mio Dio, ardente di Mistero, “perché viviamo così poco?” Non è rimasto in fondo al calice una goccia di miele che possa attingere per addolcire il fiele che da allora mi avvelena. Sapete voi, come me, cosa significa soffrire quando i ricordi e i desideri si sollevano e assediano? Svegliano in noi… - inquietudini convulsive, tormenti nervosi, propensioni strane. Accelerano il flusso del sangue, scompigliano la pace dell’anima, disturbano il sonno... - No! Colui che non ha sofferto che ne sa? Ah! se potessi andare lontano da questo luogo che m’affligge. Lontano da quest’alba che ritorna vaga e senza speranza. Lontano da questo pallido sole che declina lontano. Ah! se potessi inerpicarmi sulle nuvole e lanciarmi in un'altra vita… Oh! questo conflitto interiore che sempre mi lacera e viene a dominare la mia mente. Ah! se potesse trovare nel pensiero un asilo contro i tormenti del cuore perché possa finalmente riposare in pace. ~ * ~
♥ 0 💬 2
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

A' la mémoire d'un triste mois de Novembre du lointain 2001.

L'autore
Jeannine Gérard
Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Franciscofp6 novembre 2011

Versi intensi e coinvolgenti, si respira tutta la sofferenza dell'autrice che non riesce a trovare refrigerio per il suo sogno naufragato. Molto apprezzata

C
Claudio Toccafondi7 novembre 2011

Con il suo verseggiare contenuto ed elegante l'Autrice ci coinvolge, direi ci travolge, nella sua tristezza insanabile, di cui sentiamo ogni sfumatura. Bellissima lirica, complimenti