Macchia
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
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Divincolarsi alla marea del dovere,
rifiutare ed esultare alla Danza spietata
nell'incoscienza spinosa
che presi a dosi spietate per vivere.
Ostinata e caduca - Prometto
di deludere ogni tua aspettativa,
di scoraggiarti;
e se il tuo viso si fosse fatto scuro anzitempo?
gli anni morti,
divorato ogni gazza di quei tramonti?
La paternità,il mio stato di figlio rimpiazzati
dalla parodia e lo stupro d'altrettante verità:
scomode analogie della nostra carne (il passato)
Perché d'altronde mi rinnegasti?
La vergogna? il fato? Quali parole!
Non riesci a mostrarmi comunque una ragione.
Gli idoli d'oro, i balocchi (tanti e troppi)
ebbero il loro fascino pietoso un tempo,
ora abbandonano con me questa vita.
Qualunque fossero i tuoi moniti anonimi,
sconvolsero le attuali facoltà (l'antico bene)
-come la pazzia più amara e
una maledizione continua;
l'essermi per metà complice
non Ci salverà, lo hanno dimostrato già
le parole delle ombre, inutili e scabre:
l'Imperitura contraddizione
del mio essere comunque
parte di te,
ti macchierà il polsino.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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EnzoL7 novembre 2011
un testo che condivido in ogni suo più piccolo aspetto, mi soffermo sulle parole 'quali parole!' che sento spesso nella mia testa ... quali, non ci sono parole di giustificazione né ci sono balocchi semidivini dorati a ricoprire questa colpa ... né prima né dopo... non esiste perdono accettabile e quando infine si accetta la situazione si rimane sempre plagiati nel sentimento... ti tolgo dal dubbio caro autore ... nulla sarà come prima... ottimo testo nella stesura e nello stile che tanto mi agrada... oltre ad un contenuto fortemente sentito

