Nuove stagioni
Ora, nuove stagioni attendono il mio riso,
diversi luoghi mi vedrò
passare al suono di nuovi ritmi, e arcane
melodie ascoltare,
ma sentire nascosto l’antico sapore di me
ché suoni e modi e luoghi sono
già quelli usati
smaltati di cerulea freschezza di voce diversa,
nascosti sotto veste sconosciuta
di immagini recenti
e accesi di nuovo fulgore d’altri occhi,
ché in nulla
l’esistere vissuto in sé si muta
ma finzione di vita
sotto maschera d’attore non mai vista
recita nell’antico teatro;
e che di me
di te, di noi, di tutti
quando maschera cada
se non riandare i sentieri già lasciati
con aspro crudele peso aggiunto agli anni,
di gioia appassita,
di dolore ora infante.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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