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Introspezione 8 novembre 2011 · lettura 1 min · 1950 letture

Allegorie d'ombra

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Mangrovie sbilenche, tempo rubato a questa voce e attirato nelle mattine di festa scivolando nella parodia Domenicale; nei dì in processione ritta, se ne sta, il mio esile spirito contratto e trafitto fuori dalla bolgia sentimentale - fino alle taverne mostruse di piscio e canapa. Allegoria riproposta infinite volte e intransigenti spasmi dal sole vacuo: rubavano quel poco calore che infatti rifletteva solo ignobili smorfie; al mio fatiscente meriggio era già notte inoltrata: le esili fantasie scomparivano nella reggia di selce, alla realtà dei fatti - o forse ad un relitto ancor più ancorato; alle puerilità sensibili del cuore, del ricordo: ancora dimostrando al rimorso di aver fede cieca nella solitudine, nel divorzio dal mondo. Questo rifiuto di unirmi alle danze avrebbe condotto ogni indulgenza lontano negli ovili d'aceto - negli ulivi piangevo coperto dall'orgoglio e la tromba.
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Alessandro Labriola
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Commenti (2)

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EnzoL8 novembre 2011

ci percepisco una giornata di vita meccanica, un vivere un contesto processione' che più non appartiene all'autore, che se ne distanzia in modo cerebrale... non riuscendo più a trovare conforto in talune pratiche massive... come potrebbe una persona gioire di una festa popolare se in primis dentro di se non ha più nulla da festeggiare... oppure nulla più da mescolare in quelle credenze illusorie ...ormai scoperto gioco... finita la magia... ottima

In Venere veritas8 novembre 2011

questa è un tantino come dire, autolesionista. come tagliarsi i polsi con l'ossidiana nera... immagini di sangue, gocce forse veli di rosso sul nero lucido. c'è qualcosa di un pelo selvaggio e quieto, come una morte annunciata, qui.