Ida e mai più
Alessandro Labriola
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Ida,
sei un nero lusso, ma non Mio;
la grande attrazione illuminata e focosa
- ad un prezzo.
Tu non sei romantica, io non cerco amore,
eppure ci adoriamo in luci di sangue:
nessun passante ci darebbe che avanzi e
gli Scontenti insorgono soli alle tue lodi; -sù Ida! Ida furba
slega piano questi turpi nastri:
le imbottiture pregiate, piegale al tuo scopo
- e non temere
ho visto madri e figlie peggiori,
lingue più volgari, animi biechi - non è
che il nostro svago e il Vostro indegno palcoscenico;
noi così dediti all'inerzia e all'oro più sporco
Almeno in quell'attimo
quale volgarità volgeva il tuo ventre mentre io
coccolato mi accatastavo muto al pianto?
Nessuna! Ida! Ida dispersa, rubata...
Quando anche i nostri polsi si avranno:
appiccherò il Gelo nelle strade,
spargerò braci per i "prossimi"; Ida! e Ida ancora!
Mi ruberai qualcosa
ma non ne soffrirò.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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In Venere veritas9 novembre 2011
i refusi son la foga, vero? cmq, qualche parola stranamente me l'aspettavo diversa... non so. ci ho lavorato mentre la leggevo e rimane in me la sovraimpressione di qualcosa di b- side.
EnzoL9 novembre 2011
appasionante evocativa si legge che è un piacere... irriverente su alcuni punti il tanto che basta per renderla spettacolo... ottima


