Derisi e sbeffeggiati

Lento sbattere del tempo
in stati d'animo sofferti,
abusi e riprovevoli esempi
tengono un popolo soggiogato:
come cane alla catena legato.
Reiterato incedere di soprusi,
verso un futuro da tempesta disegnato,
ogni umano operoso nel profondo spolpato
da ignavia e lussuria dominante:
di chi legiferato ha, non per la massa inerme,
ma osseqioso accende e ardente legna offre
solo per settari e agiate èlite.
Umiliante, in questo tempo vivere:
avara prospettiva per zelante impegno,
nel putrido pantano ricacciati
da leggi ad personam, che poco offrono
al collettivo laborioso, deriso e sbeffeggiato.
Con mani e piedi a quel timone bloccato,
imperterrito su i tacchi e il petto mostrar
nel segno di imperante vanità e dirompente lussuria.
Senza speranza di roseo futuro
la generazione nuova, defraudata e osteggiata
da errata scelta e privilegi:
non dalla grigia capigliatura, negli anni
sempre più vilipesa e spremuta.
Stampella decisiva di sostegno
di nuclei sociali sempre più prosciugati
da leggi di potere che libera la strada spianano,
e orge saccenti come bulldozer devastano
frugali e sani principi del quotidiano incedere.
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Commenti (1)
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Saverio Chiti10 novembre 2011
Credo che così si sentono in molti oggi, come oggi in Italia. C’è poi chi lo riconosce e chi lo dice dentro le proprie mura. Servirebbe un po’ più di lealtà, verso chi è “base” di questa Italica nazione… un po’ più di intraprendenza verso il comune bisogno e di sacrificio nei riguardi di chi tanto a dato alla comunità. Tutti ci sentiamo derisi e sbeffeggiati, in questi giorni. Umiliati da chi in Europa ha colpe ben più gravi di noi… ma siamo Italiani, assai bravi a infliggerci da soli, castighi che non meritiamo, solo per salvaguardare caste o categorie già privilegiate di suo. Finirà? Ai posteri la sentenza! La tua è una esplicita denuncia sociale! Merita considerazione oltre che apprezzamento!
