Società morta
Solo pensieri sfuocati
in questo mondo di rapaci,
raggiunger l’alte vette
oltre spazi celesti e corpi luminosi,
sempre più accorciar distanze
e lavorar su un volto...
la ruga spiegata e ritirata
per apparir ancor ragazzini,
mentre sotto alla gola
si nota chiaro il falso.
Passi da gigante in ogni settore
è tutto un ciattare e comunicazione,
sempre più spinta la macchina
della dinamica produzione.
Il potere del soldo
in auge in ogni settore,
della natura non c’è vera condivisione,
depredata, asfissiata di cemento
e imbrattata senza contegno.
Mari con montagne di plastica
alla deriva e corpi di disperati
lasciati nei flutti ai pesci,
nei ristoranti tutti imbellettati
a gustar di quei mari
tutti i succulenti sapori.
In questo mondo di zombie
che non mira all’essenza profonda,
ma vivacchia d’apparenza
anche la messa per far la penitenza
e pulirti per un giorno la coscienza:
troppi in questo giochino senza sostanza.
Il buco dell’ozono, s’innalzano i mari
mentre in cielo un brulicar d’aeroplani!
Tutto di più e alla rinfusa
ma basta un intruso e finisce la pacchia,
tutti dietro la lavagna e messi a distanza
non più concerti e vociar di massa,
ci s’interroga su percentuali d’infezione
e focolai da arginare e chiusure.
Questa società del più
mostra la voragine non una piccola falla,
senza correttivi e presa di coscienza
la nostra barca affonderà nel mare nero ...
senza poter riprender sicura la rotta
e s’adagerà come resti di una società morta.
©
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Purtroppo, nemmeno io sono ottimista... (Sara Acireale)
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