O piano, che mi sfiori
Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
+ Segui
O piano, che mi sfiori e mi accarezzi,
con note liete di un sereno andante
le vecchie melodie di questo istante
mi portano lontano, fatto a pezzi,
dentro mari incompresi di emozioni,
naufrago di una realtà che non dà scampo.
Ero con gli occhi al dopo, ma quel lampo
mi desta a verità, vado tentoni
nei vuoti del domani dove inciampo,
incredulo, cercando soluzioni
allo sgomento che non so domare.
Non so come sarà, non so pensare
come tutto si smuova e stia sospeso
a un filo di menzogna e all’incompreso
processo che ci fa dimenticare.
Il vuoto che sta dentro le lenzuola,
nelle stoviglie sporche, nel giardino
sopra le foglie morte e il gelsomino
a cui porgevi sempre una parola
quasi ascoltasse come il tuo bambino
quando lo accompagnasti un giorno a scuola,
e: “ Mamma – lui rispose – sono alunno”.
Ora tutto è li, fermo, nel silenzio
del magico stupore dell’autunno
che porge al prato l’oro delle foglie.
Il melograno ride e a braccia spoglie
si distende la vite americana
come amante che perda la sottana
ed offra amore al primo che l’accoglie.
Le nudità dei rami ed i rossori
di foglie spente al sole che sbiadisce
danno fulgore agli ultimi bagliori
mentre un cielo di nubi partorisce
il pianto che è la fine di stagioni.
Ogni pensiero cerca nel mio nulla,
ma le risposte stanno nel mistero
che ci accompagna in fondo dalla culla
con un percorso magico e severo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
