Nel Grigio Profondo
una goccia sopra le foglie imbrunite
una lacrima di una donna stanca del vuoto
tre rami secchi nel meditare del bosco
rumori densi di uno sbattere di persiane
un’impronta delebile di un pettirosso pensieroso
passo dopo passo ecco l’implacabile finale di stagione
luccicante coesione di prati verde passato di verdura
un eretico fiore giallo imbarazza la nebbia rigogliosa
stoppie impanate e lasciate in sensibile solitudine
cani sciolti ribadiscono la libertà di fuggire, sempre
nulla avverrà per caso tra la notte e le sue stelle
ma dodici piccole frasi s’insinuano tra noi due
Nel Grigio Profondo un colore prevale comunque
quel verde … nemesi capovolta di speranze assolute
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Commenti (1)
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Amara15 novembre 2011
...non amo i distici... ma qui paiono avere un senso... e il quarto mi piace particolarmente... il gusto mistero negli ultimi quattro versi... e il senso di un respiro... di nuovo... bentornato...
