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Riflessioni 16 novembre 2011 · lettura 1 min · 1776 letture

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Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Agitano, le schiene vetuste di muschio i crani abominevoli, le stuoie aberranti: odore di fafael selvaggio - eresie della nostra condizione e specie fogne che innalzano vapori ocra al cielo, lodi di liquame, pece: urla bestiali per le vie - l'azzardo il traghetto di specchi sul fianco molle del bacino sembra slanciarsi verso nuove lune assorto nei roghi quaggiù. Crepitando in molte, queste Luci vivono e guizzano si spargono attorno, si spengono altrove lasciano intravedere le chiome turchesi nei leggeri mulinelli dell'onda. Un passante scalzo mi strappò all'impeto di raggiungerle - oltre il velo sullo scafo nelle curve gelide del Nord.
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Alessandro Labriola
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Commenti (1)

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EnzoL17 novembre 2011

la capacità del Labriola di colorare le parole e le immagini nei suoi testi ha per me qualcosa di arcano... adoro il modo romantico sofferente di riflettere l'immagine della propria vita, delle proprie emozioni nonché delle proprie visioni di questo giovane e grande autore... i versi sono dolomitiche alterazioni del dolore spesso, e a volte sono leggeri fiocchi di tenera innocenza... grande