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Riflessioni 19 novembre 2011 · lettura 5 min · 5704 letture

Leçon de vie!

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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Ô Patrie! Patrie! Suis- je née pour vivre loin de toi pour la vie? Que ne ferais- je pour une moratoire des saisons et vivre dans l’insouciance de mes jeunes années. Seule maintenant, dans un pays qui point ne m'appartient, je pense aux choses que j'ai apprises. Beaucoup furent heureuses et d'autres, bien douloureuses... comme la perte d'un Amour que je croyais éternel et la rencontre d'un Seigneur que je croyais suprême. À coup sûr, ce dernier n'était point pétri du même limon que moi. Il sut bien cacher sa nature et son origine. Son portrait frelaté était doux et séduisant. C'est sous cet aspect qu'il me captivât tendrement. Mais j'appris bien vite que dans la vie, - il ne faut point rêver et que se fier des apparences peut faire bien du mal. - « Leçon que je n’oublierai jamais! » Mais mon Dieu, les esprits du mal ont- ils cet aspect divin? Sa voix si belle et sublime me charma si fort, qu’elle m'emporta dans des nuées radieuses. Il me semblait nager dans un fluide embrasé quand je le rencontrais et main dans sa main, songeuse et visionnaire, je voyageais vers Cythère. Alors que le soleil allait se noyer derrière l’horizon dans des vapeurs bleuâtres je désirais dans ses bras me blottir et ne plus en sortir Ô, chimère! Qu'est- ce donc cette animosité profonde, cuisante, inextinguible que j'ai pour lui... "insensible, impie!" Mais peut- on aimer et détester à la fois? Oh, mon Dieu pourquoi ne me rends- tu pas mes ailes blanches? Le désarroi de les avoir perdues me donne une envie folle de pleurer et les saisons qui se poursuivent me paraissent une succession d’hivers saturés de chagrins. Je survis à la trompeuse illusion et pourtant ce besoin de ne pas oublier quand, mortellement atteinte de sa flèche empoisonnée, j’ignorais ma triste destinée. Ô rustre sans pitié, si tu veux qu’on t’épargne la douleur que tu m’as infligée, épargne d’autres victimes ignorantes. Moi, je ne t’ai jamais fait de mal, si non de t’admirer! . - - - - - - - - . Lezione di vita! . Oh! Patria! Patria! Sono nata per vivere lontano da te per la vita? Cosa non farei per una moratoria delle stagioni e vivere nella spensieratezza della mia giovinezza. Sola adesso, in un paese che non mi appartiene, penso alle cose che ho appreso. Molte, furono felice, e altre, fortemente dolorose... come la perdita di un Amore che credevo eterno e l'incontro di un Signore che credevo supremo. Sicuramente quest’ultimo non era plasmato del mio stesso limo. Seppe nascondere bene la sua natura e la sua origine. Il suo ritratto adulterato era dolce e avvincente ed è sotto questa aspetto che mi conquistò vivamente. Ma appresi ben presto che nella vita - non bisogna sognare, e che fidarsi delle apparenze può fare molto male.- "Lezione che non dimenticherò mai!" Ma mio Dio, gli spiriti del male hanno questo aspetto divino? La sua voce sì bella e sublime mi accattivò così tanto che mi portò nei nugoli radiosi. Mi sembrava nuotare in un fluido arroventato quando l'incontrai e mano nella sua mano, sognatrice e visionaria, viaggiavo verso Cerigo. E mentre il sole andava annegandosi dietro l'orizzonte nei vapori azzurrognoli desideravo nelle sue braccia rannicchiarmi e non uscirne più. Oh, chimera! Cos'è quindi quest'animosità profonda, cocente, inestinguibile che ho per lui... "insensibile, empio!" Ma si può amare e detestare allo stesso tempo? Oh, mio Dio, perché non mi restituisci le mie ali bianchi? Averle perse mi dà una voglia pazza di piangere e le stagioni che s'inseguono mi sembrano una successione d'inverni saturati di tristezza. Sopravvivo all'ingannevole illusione e tuttavia, questo bisogno di non dimenticare quando, raggiunta mortalmente dalla sua freccia avvelenata, ignoravo la mia triste sorte. Oh, villano senza pietà, se vuoi che ti si risparmi il dolore che mi hai inflitto, risparmi altre vittime ignorante. Io, non ti ho mai fatto del male senon di contemplarti!
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aforismo... "diamo retta ai gesti, mai alle parole. i gesti dimostrano, le parole illudono!"8 dicembre 2013
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Jeannine Gérard
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...molto bella. Un sasso in uno stagno... smuove. (Salvatore Azzaro da Giarratana)

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