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Riflessioni 27 novembre 2011 · lettura 2 min · 1681 letture

Il giudizio

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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La vita volge al fine, quel gradino che sembrava sì lungi dal venire ora è sotto i miei passi, ora già vedo, già sento che a raccolta il rauco corno DEL NOCCHIER DELLA LIVIDA PALUDE ci chiama, iterando tristi note e dolenti armonie. Non v’è più luogo per rimorsi e tardivi pentimenti; ciò che facemmo in vita ora ci è chiesto di soppesare onde darne chiarimenti, ma già il gelo del dubbio ci costringe a consapevole silenzio, certi ormai che la PASSADA FOLOR scrisse il suo stesso destino. A giudicare nessun Minosse fu così spietato quanto nostra ragione ora scopriamo, ora che inesorabili vediamo con mente mai sì acuta e con memoria esatta ed indelebile gli effetti d’ogni moto che nostra volontà volle compiere. Mai nudi noi fummo quanto dinanzi a questo specchio e tutta impronunciata confessione è resa. Ancor prima che il Giudice supremo abbia ATTORTO LA CODA AL DOSSO DURO sappiamo già quale girone è scelto per nostra pena, tanto senno è dato a chi si trova all’orlo della vita; né all’estrema sentenza è mai concesso, per la sua perfezione, altro processo: niente appello per crimini commessi contro lo Spirito. Ed i rei, confessi per loro stessa volontà, son messi nella geenna del fuoco e il loro nome è poi Disperazione ed Afflizione.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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iezzi giampiero1 dicembre 2011

il mio medico di base, alla mia domanda cosa posso fare in questo stato ... lui mi risponde ridendo puoi anche cambiare paese con un passaporto falso... non lo fai fesso questa malattia è una sentenza della cassazione senza appello eterno. Tutt'al più concedono alle anime che hanno accompagnato il proprio corpo malato al termine della vita, dopo la morte, il paradiso. Tu che ne dici meglio un uovo oggi o una gallina domani? sia come sia meglio la poesia che non puzza di fregatura. e, prova la marmellata ai frutti di bosco è molto buona.